TRIGGER POINTS

I trigger point sono disturbi molto conosciuti, ma da sempre tenuti poco in considerazione non solo nelle lombalgie, ma in tutte le problematiche a carico dei muscoli.

 

Essi, nel momento in cui si attivano ( o si irritano) determinano rigidità muscolare e dolore, quest’ultimo di intensità variabile.
Le condizioni che provocano l’attivazione del trigger point possono essere attribuite a traumi, dolori mestruali, dolori renali, disturbi intestinali, movimenti improvvisi e scorretti, colpi di freddo, ecc...
Difficile è determinare qual è il trigger point attivo e qual è l’elemento che l’ha irritato, in quanto molti di essi irradiano il dolore nella medesima zona, quindi sono confondibili tra di loro.
La lombalgia scompare nel momento in cui i trigger point si disattivano e ciò può avvenire in maniera autonoma oppure con l’aiuto di terapie fisioterapiche o farmacologiche.
Se il fisioterapista o il medico è in grado di identificare subito il trigger point responsabile, il disturbo scompare nell’arco di 2-3 giorni, diversamente l’algia può durare per diverse settimane.

 

Il TRIGGER POINT detto anche “punto di grilletto”, è un disturbo muscolare che manifesta tutto il suo potenziale doloroso (sintomatologia dolorosa e/o limitazioni funzionali) lontano dalla zona del corpo in cui esso si trova. Un TRIGGER POINT può essere definito come un punto di iper-irritabilità circoscritto e ben definito e nella maggior parte delle volte ben identificabile topograficamente.

Il TRIGGER POINT si può distinguere in maniera semplicistica in 2 gruppi:

  1. TRIGGER POINT ATTIVO: provoca la sintomatologia dolorosa ed esercitando una pressione su di esso si è in grado di rievocare o aumentare il disturbo già presente.
  2. TRIGGER POINT LATENTE: In un paziente che non presenta alcun dolore, la stimolazione del TRIGGER POINT riproduce una serie di dolori o disfunzioni muscolari in aree ben precise e definite. Una volta cessata la stimolazione i vari sintomi scompaiono.

 

Il TRIGGER POINT da latente si può trasformare con facilità in attivo attraverso:

 

  • Traumi diretti o indiretti
  • Gravidanza
  • Postura prolungata del muscolo in posizione di accorciamento o contro una resistenza massimale
  • Raffreddamento del muscolo specialmente se questo è affaticato
  • Improvvisa e velocissima contrazione del muscolo
  • Altri trigger point
  • Malattie viscerali, cuore, reni, ecc..
  • Ernie cervicali o lombari

 

La disattivazione del TRIGGER POINT e la sua eventuale eliminazione consentono al paziente di tornare ad una normale vita quotidiana senza dolori né limitazioni funzionali in tempi brevissimi.

 

Caratteristiche dei trigger point:

  • Determinano il dolore proiettato
  • L’irritabilità ed il dolore cambiano di ora in ora e di giorno in giorno
  • Possono causare vasocostrizione locale, sudorazione, lacrimazione, disturbi propriocettivi ( mancanza di equilibrio, capogiri, alterazione dei pesi tenuti nelle mani).
  • Causano rigidità muscolare e debolezza; si presentano scompensi posturali e riduzione della forza senza ipotrofia muscolare.
  • Dolore durante l’allungamento attivo e/o passivo
  • Allungamento limitato causato dalle bandelle contratte
  • Dolore aumentato in presenza di una resistenza (soprattutto fissa)
  • Alla palpazione si possono percepire delle bandelle contratte o noduli
  • La pressione esterna eseguita sul trigger point riproduce i sintomi presenti (dolore, formicolio, parestesia,ecc)
  • Segno del salto al momento della palpazione
  • In presenza di tp l’esame elettromiografico è normale
  • Il tempo non incide sulla disattivazione
  • I trigger point attivi possono restare tali per anni.