MASSAGGIO TERAPEUTICO

Il presupposto fondamentale alla pratica del massaggio terapeutico è, ovviamente, una perfetta conoscenza, da parte appunto del massofisioterapista, delle manovre e delle tecniche che ne consentono l’esecuzione e l’acquisizione di un’abilissima manualità nell’applicazione delle stesse.

L’uso efficace delle tecniche di massaggio delle parti molli richiede inoltre una completa conoscenza dell’anatomia e della fisiologia per lo meno dell’unità dinamica (ossa, articolazioni, muscoli; circolazione; sistema nervoso). Infatti, poiché le mani del terapista mobilizzano i tessuti del paziente, è essenziale che egli abbia familiarità con le strutture anatomiche interessate, in particolare quando esegue tecniche destinate ad influenzare strutture specifiche come, per esempio, un tendine o un muscolo.

Ovviamente se la tecnica viene eseguita sulla struttura sbagliata, è molto improbabile che il trattamento ottenga qualche successo.
Inoltre, il massaggio ha effetti anche a livello circolatorio, viscerale, neurologico e psicologico, perciò è necessaria un’approfondita conoscenza anche di questo settore anatomico-funzionale. Essendo un professionista della salute, il massofisioterapista deve osservare ed applicare le massime norme igieniche alla propria persona ed al luogo dove vengono effettuati i trattamenti nel massimo rispetto del paziente al quale, tra l’altro, si consente di acquisire fiducia in un trattamento efficace e professionale.
Il terapista deve sempre esercitare in condizioni psico-fisiche ottimali, in modo da potere sostenere sessioni lavorative protratte a lungo nel tempo, senza per questo far scadere minimamente la qualità della prestazione professionale.

E’ necessaria una buona disposizione al rapporto umano ed una conoscenza delle nozioni di base della psicologia, così da saper comprendere al meglio il paziente in modo da metterlo a suo agio e favorire il rilassamento profondo, che è uno dei presupposti al buon esito di un trattamento massoterapeutico.

Il massaggio efficace rappresenta un duro lavoro e, per evitare i rischi occasionali di lesione al rachide, è importante che il terapista sia rilassato e in grado di muoversi agevolmente in quanto la maggior parte delle manovre vengono eseguite non solo con le mani, ma sfruttando il peso del corpo e muovendolo in differenti posizioni.

E’ buona norma eseguire anche una serie di esercizi che consentano di rendere forte ed elastica la parte superiore del tronco e gli arti superiori con particolare attenzione alle mani.